mercoledì, 18 giugno 2008
author: saltonelvuoto @ 23:26
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Adoro i canali regionali. Da piccola divoravo uno dopo l'altro tutti i cartoni animati che davano, quelli con delle storie, dei disegni veri, quelli con una siglia differente per l'inizio e la fine della puntata. Ho avuto un'infanzia felice davanti alla tv. Sapevo (e so ancora) tute le sigle a memoria. Quelle cantate da Cristina D'avena,ma anche no. Tutto qusto per dire che, tornando a casa lo scorso fine settimana, ho scoperto che su Italia uno (s'è comprata tutto, ormai) davano I Cavalieri Dello Zodiaco. Mi sono commossa! (e anche entusiasmata!). Ovviamente ho guardato tutte le puntate che ho potuto!

Ps: guardandolo ora mi viene un dubbio...Andromeda è gay?!

venerdì, 06 giugno 2008
author: saltonelvuoto @ 23:57
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Ultimamente ho trascurato il blog davvero tanto, ho scritto poco e nulla nè ho controllato se fosse tutto ancora al proprio posto. Troppe cose da fare, troppo poco tempo, troppe giornate davanti al pc e poca voglia di accenderlo anche a casa.

E' come se avesse lasciato un vuoto dentro di me. E non so ancora se voglio colmarlo o no. Dedicargli ancora attenzioni? Lasciarlo in balia di se stesso e vedere cosa ne viene fuori? Non so. Dubbi. Deciderò.

mercoledì, 07 maggio 2008
author: saltonelvuoto @ 23:50
category: la mia vita, certezze, i disastri che potrei combinare
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Cercasi fisico nuovo, perchè quello attualmente in uso ha quasi esaurito le forze. Ps:E comunque ho visto giocare Federer e Nadal.
mercoledì, 02 aprile 2008
author: saltonelvuoto @ 20:41
category: la mia vita, dubbi, assurdità
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Più passano i giorni e più mi rendo conto che "lavorare" ti toglie un casino di tempo per te. Seriamente mi sto domandando come fa la gente ad avere una vita sociale,o anche solo ad avere la forza di vedere gli amici,uscire per una passeggiata...cose così,insomma.Cose "normali".E più di tutto...come è possibile farsi una famiglia?!Prima o poi lo scoprirò.Spero.
domenica, 30 marzo 2008
author: saltonelvuoto @ 14:08
category: saggezza, assurdità, around the world
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Girando qua e là ho trovato un blog interessante, http://blogeko.libero.it/. Parla, in maniera leggera ma interessante, di ecologia, di nuove scoperte in tema, e di curiosità varie. In un post in particolare parla di una manifestazione a mio avviso geniale. Senza rispiegarla io, dato che l'ha fatto molto bene l'altro blog, vi copio la sua descrizione

"Si sono creati ingorghi coi fiocchi quando, nel centro di Torino, i pedoni si sono ribellati a traffico ed auto usando in massa le strisce pedonali.

Alcune centinaia di persone hanno attraversato, una dopo l'altra, piazza Statuto - nel pieno centro della città - passando sulle "zebre", dal momento che non c'è il semaforo.

A metà fra la performance e la protesta, l'azione è stata organizzata per girare un videoclip che parteciperà al Bicycle Film Festival di New York."

Se volete, potete vedere il video qui: http://www.traffickills.com/blog/?p=256.

venerdì, 28 marzo 2008
author: saltonelvuoto @ 11:04
category: recensioni, la mia vita, assurdità
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....Sono una papaja matura...

 

                                        

domenica, 16 marzo 2008
author: saltonelvuoto @ 23:07
category: la mia vita, uomini, emozioni, i miei amori, te
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Alla sua domanda: “E tu cos’hai fatto?”, lui rispose: “Niente, ero qui a rotolarmi nel nulla”.
Il suono di quelle parole le diedero l’impressione che il proprio cuore si stesse trasformando in burro morbido e delicato, pronto a sciogliersi da un momento all’altro. E fu in quel preciso istante che pensò a quanto sarebbe stato importante se il proprio “culacchione” fosse stato lì a riempire ogni spazio della sua casa in modo familiare e poco invadente.
“Che sei bellino quando ti fai faccino da solo”. E un’espressione stupita e una foto fra estranei sguardi divertiti a ricordarlo.
Sentire le cose intorno. La lavatrice piena di tristezza infinita, la cucina accompagnata da un senso di vuoto, lui stesso pieno di dolore infinito. O forse era solo un modo perverso per punire lei?
“Sei huge”. E il presidente lì presente a far capire quanto fosse importante sentire certe parole che le entravano dentro come se lei stessa avesse dato loro l’autorizzazione a farlo, a irrompere dritte nel suo cervello.
“Mi manchi”. E i pensieri vanno ai profumi fragranti e delicati con cui accompagnavano gli insegnamenti di Namikoshi, ma soprattutto la mente vola verso delicati baci sotto la pianta dei piedi, proprio mentre si coccolavano a vicenda con creme profumate e leggere e piacevoli pressioni. C’è sempre una prima volta per tutto. E lei era felice che fosse con lui.
mercoledì, 12 marzo 2008
author: saltonelvuoto @ 15:31
category: certezze, assurdità, around the world
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Mia sorella mi ha appena inoltrato questa mail. Non so che diffusione abbia,perciò magari l'avete già letta. Ma a me ha fatto morire dal ridere...perchè è proprio quello che succede!A voi il giudizio...

"Il grande segreto di tutte le donne rispetto ai bagni è che da bambina tua mamma ti portava in bagno, puliva la tavolozza, ne ricopriva il perimetro con la carta igienica e poi ti spiegava: 'MAI, MAI appoggiarsi sul gabinetto' e poi ti mostrava 'la posizione' che consiste nel bilanciarsi sulla tazza facendo come per sedersi ma senza che il corpo venga a contatto con la tavolozza.


'La posizione' è una delle prime lezioni di vita di una bambina, importantissima e necessaria, deve accompagnarci per il resto della vita. Ma ancora oggi, da adulte, 'la posizione' è terribilmente difficile da mantenere quando hai la vescica che sta per esplodere.


Quando 'devi andare' in un bagno pubblico, ti ritrovi con una coda di donne che ti fa pensare che dentro ci sia Brad Pitt.

Allora ti metti buona ad aspettare, sorridendo amabilmente alle altre che aspettano anche loro con le gambe e le braccia incrociate.

È la posizione ufficiale di 'me la sto facendo addosso'.

Finalmente tocca a te, ma arriva sempre la mamma con 'la bambina piccola che non può più trattenersi' e ne approfittano per passare avanti tutte e due! A quel punto controlli sotto le porte per vedere se ci sono gambe. Sono tutti occupati. Finalmente se ne apre uno e ti butti addosso alla persona che esce. Entri e ti accorgi che non c'è la chiave (non c'è mai); non importa... Appendi la borsa a un gancio sulla porta, e se non c'è (non c'è mai), ispezioni la zona, il pavimento è pieno di liquidi non ben definiti e non osi poggiarla lì, per cui te la appendi al collo ed è pesantissima, piena com'è di cose che ci hai messo dentro, la maggior parte delle quali non usi ma le tieni perché non si sa mai.

Tornando alla porta... dato che non c'è la chiave, devi tenerla con una mano, mentre con l'altra ti abbassi i pantaloni e assumi 'la posizione'... AAhhhhhh... finalmente...

A questo punto cominciano a tremarti le gambe... perché sei sospesa in aria, con le ginocchia piegate, i pantaloni abbassati che ti bloccano la circolazione, il braccio teso che fa forza contro la porta e una borsa di 5 chili appesa al collo.

Vorresti sederti, ma non hai avuto il tempo di pulire la tazza né di coprirla con la carta, dentro di te pensi che non succederebbe nulla ma la voce di tua madre ti risuona in testa 'non sederti mai su un gabinetto pubblico!', così rimani nella 'posizione', ma per un errore di calcolo un piccolo zampillo ti schizza sulle calze!!! Sei fortunata se non ti bagni le scarpe.

Mantenere 'la posizione' richiede grande concentrazione.

Per allontanare dalla mente questa disgrazia, cerchi il rotolo di carta igienica ma, cavolo...! non ce n'è...! (mai).

Allora preghi il cielo che tra quei 5 chili di cianfrusaglie che hai in borsa ci sia un misero kleenex, ma per cercarlo devi lasciare andare la porta, ci pensi su un attimo, ma non hai scelta. E non appena lasci la porta, qualcuno la spinge e devi frenarla con un movimento brusco, altrimenti tutti ti vedranno semiseduta in aria con i pantaloni abbassati. NO!! Allora urli 'O-CCU-PA-TOOO!!!', continuando a spingere la porta con la mano libera, e a quel punto dai per scontato che tutte quelle che aspettano fuori abbiano sentito e adesso puoi lasciare la porta senza paura, nessuno oserà aprirla di nuovo (in questo noi donne ci rispettiamo molto) e ti rimetti a cercare il keenex, vorresti usarne un paio ma sai quanto possono tornare utili in casi come questi e ti accontenti di uno, non si sa mai.

In questo preciso momento si spegne la luce automatica, ma in un cubicolo così minuscolo non sarà tanto difficile trovare l'interruttore! Riaccendi la luce con la mano del kleenex, perché l'altra sostiene i pantaloni, conti i secondi che ti restano per uscire di lì, sudando perché hai su il cappotto che non avevi dove appendere e perché in questi posti fa sempre un caldo terribile.

Senza contare il bernoccolo causato dal colpo di porta, il dolore al collo per la borsa, il sudore che ti scorre sulla fronte, lo schizzo sulle calze... il ricordo di tua mamma che sarebbe vergognatissima se ti vedesse così; perché il suo culo non ha mai toccato la tavolozza di un bagno pubblico, perché davvero 'non sai quante malattie potresti prenderti qui'.

Ma la debacle non è finita... sei esausta, quando ti metti in piedi non senti più le gambe, ti rivesti velocemente e soprattutto tiri lo sciacquone! Se non funziona preferiresti non uscire più da quel bagno, che vergogna!

Finalmente vai al lavandino. È tutto pieno di acqua e non puoi appoggiare la borsa, te la appendi alla spalla, non capisci come funziona il rubinetto con i sensori automatici e tocchi tutto finché riesci finalmente a lavarti le mani in una posizione da gobbo di Notredame per non far cadere la borsa nel lavandino; l'asciugamani è così scarso che finisci per asciugarti le mani nei pantaloni, perché non vuoi sprecare un altro kleenex per questo! Esci passando accanto a tutte le altre donne che ancora aspettano con le gambe incrociate e in quei momenti non riesci a sorridere spontaneamente, cosciente del fatto che hai passato un'eternità là dentro. Sei fortunata se non esci con un pezzo di carta igienica attaccato alla scarpa o peggio ancora con la cerniera abbassata! A me è capitato una volta, e non sono l'unica a quanto ne so!

Esci e vedi il tuo ragazzo che è già uscito dal bagno da un pezzo e gli è rimasto perfino il tempo di leggere Guerra e Pace mentre ti aspettava.


'Perché ci hai messo tanto?' ti chiede irritato.
'C'era molta coda' ti limiti a rispondere.


E questo è il motivo per cui noi donne andiamo in bagno in gruppo, per solidarietà, perché una ti tiene la borsa e il cappotto, l'altra ti tiene la porta e l'altra ti passa il kleenex da sotto la porta; così è molto più semplice e veloce perché tu devi concentrarti solo nel mantenere 'la posizione'.

 

E la dignità."

venerdì, 22 febbraio 2008
author: saltonelvuoto @ 11:25
category: la mia vita, assurdità
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Maledetti virus vaganti...

 

domenica, 17 febbraio 2008
author: saltonelvuoto @ 19:27
category: la mia vita
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Avere ospiti per casa è tanto piacevole quanto stancante...non fai in tempo a sistemare i letti in più che già devi tirarli fuori un'altra volta per i nuovi arrivati.STRESS...