lunedì, 09 novembre 2009
author: saltonelvuoto @ 13:04
category: la mia vita, certezze, i disastri che potrei combinare
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Una traversata transoceanica, lui che mi dà l'indicazione sbagliata, meglio qui no meglio lì, lei che mi attende ritardataria ma sempre in anticipo rispetto ai miei standard, una lunga camminata e infine l'approdo. Una folata di vento caldo e umido, tiro fuori tutto quello che ho, non mi è rimasto proprio niente, striscio e zac. Butto in giro le mie cose non sapendo bene dove metterle nè se quello che ho andrà bene. In ritardo come al solito. E' già tutto cominciato, io non vedo niente e mi vergogno perchè ho paura di calpestare l'incalpestabile, nemmeno mi conoscono chè già mi faccio conoscere. Trovo il mio spazio in un angolino riparato, per non disturbare, e imito le altre che sembrano supermegaesperte. Una ventenne accanto a me. La guardo bene, è una sessantenne lampadata. Sembrava una ventenne, giuro. Più in là c'è la solita sottuttoio di una precisione millimetrica, quasi non avesse fatto altro nella vita. Beato chi ti tromba. Mi guardo e mi sento inadeguata, ma mi adeguerò presto. Del resto ho tutto, non mi manca proprio niente. Organizzatissima. No, ancora inadeguata. Ma giuro, lo sarò solo per poco. Niente sconti per i primi giorni, camminare marsch, come se niente fosse. Non fare espressioni strane, aria indifferente. Lui è matto, ma mi ha visto?! Sorridente e rilassato dice che abbiamo finito.

E il primo giorno di palestra è andato. Alla faccia di chi non ci credeva.

 

sabato, 24 ottobre 2009

Vedo le foto e rosico un sacco e non vorrei rosicare ma è così chissà quanta gente nuova e non mi importa sono in ritardo come al solito e inizia pure a piovere porca la miseriaccia zozza e come al solito fa freddo quando non dovrebbe è sempre lo stesso per fortuna ma io non ci sono mò me la compro, la macchinetta, ho deciso e mi iscrivo pure in palestra no in palestra no che mi fa schifo ma qualcosa farò al solito la tosse ma quand'è che smetterà come sempre sono in ritardo e come sempre non mi muovo e volevo esserci pure io ma è troppo lontano e in realtà ero stata pure invitata ma chissà se si ricorda ma io mi ricordo ed è troppo blu e troppo scuro presto la schiena scoperta cosa mi metto stasera no voglio solo cose nuove quelle usate vanno bene per portare fortuna ai matrimoni americani new york mi piacerebbe un sacco ma pure madrid chettelodicoaffare come al solito qui sola ma il letto non è troppo stretto pure se non dormo bene non c'è problema per te questo e altro e le lacrime arificiali.

domenica, 18 ottobre 2009

Un'altra dichiarazione d'amore, un'altra dichiarazione d'amore non per me. Sempre lo stesso triangolo, ma stavolta le sensazioni sono diverse. Un leggero prurito alle mani, non un pugno nello stomaco. Non più lacrime, come reciterebbe la pubblicità dello shampo. Non si può decidere di chi ci innamoreremo, ma ha proprio ragione Marco Ferradini. Più tratti male qualcuno, più non ti dai completamente a quel qualcuno, più lui/lei si innamorerà di te, o meglio...si innamorerà dell'idea di te, dell'idea di poterti salvare, di poter ottenere da te quel buono che ha visto e anche quello che si è creato nella propria mente. L'amore aperto, sincero, quello tra due persone che giocano a carte scoperte diventa noioso, dopo un po'. Che amarezza (e a quest'espressione qualcuno riderebbe).
Odio la mia capacità di vedere oltre la facciata. Sono sempre i tempi, ad essere sbagliati, mai le persone. Odio la mia cazzo di capacità di vedere il buono che c'è nella gente, la mia tendenza a volerlo tirar fuori. Lo faccio, ci provo, e quello che ottengo è...un bel niente. Non per me, almeno. Quello che ottengo è che, col senno di poi, mi si ringrazia e tanti cari saluti.
L. il traditore, A. l'anaffettivo, S. il confuso, G. il codardo, L. l'indeciso, F. il non pronto, D. l'anestetizzato. 
A quando il mio turno? Non voglio più salvare qualcuno, voglio che qualcuno salvi me.

domenica, 11 ottobre 2009

Non hai mai i cerotti, quando ti servono. E ultimamente mi servono spesso. Per rattoppare un lembo di pelle, o un lembo di cuore. Un pezzo del mio cuore è volato via giovedì scorso, insieme a tante serate passate su un letto proibito a guardare telefilm fino a notte inoltrata. Chi lo sa se tornerà, ma se anche fosse così...non sarebbe più la stessa cosa. Si chiude un'epoca, si spera se ne apra una migliore. Anche se dubito che possa essere migliore. E nel frattempo passo notti insonni rannicchiata in un angolino del letto ascoltando rumori molesti che nemmeno mi infastidiscono. Da quando trascorro le notti fissando il soffitto e aspettando che arrivi il sonno? Profumo di buono, di cose pulite e di persone lontane.
E nel frattempo i nuovi inizi sono tanti, e il tempo è sempre più poco. Distese verdi, aria calda e un abbraccio amico che non si verificava da tanto tempo, che mi ha fatto scoprire cose nuove e antiche terre. Un mare di ricordi si risvegliano al solo passeggiare per le stradine in salita e in discesa, già percorse stringendo mani innamorate e felici. Mani che (le coincidenze esistono?) mi avevano appena cercato come se si giocasse a mosca cieca. “Il passato a volte torna prepotente…”
Ma le mie voglie guardano nuovi orizzonti. Il passato è passato. E ci sarà un motivo. E c’è davanti un intero mondo da scoprire con occhi nuovi e nuove/antiche speranze.




Foto di Pezzi di vita: http://www.flickr.com/photos/sweetbutterfly/
domenica, 27 settembre 2009
author: saltonelvuoto @ 16:50
category: pensieri sparsi, sogni, passioni, la mia vita, uomini, incontri, emozioni, saggezza, certezze, around the world
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Volevo scrivere di gabbiani che cercano risposte e di luoghi lontanti che in realtà non lo sono. Invece scriverò di occhi brillanti che parlano dell'amor perduto che non andrà mai perduto. Ho scoperto che l'amore eterno esiste. Non è semplice da trovare, ma esiste. O almeno c'è qualcuno che lo sostiene, e lo fa con molta convinzione. Così tanta che ti ci fa credere e sperare. Ho scoperto che si può parlare del meraviglioso passato che si ha avuto non con maliconia, ma con la serenità di chi sa che si è goduto la vita e tutti i piaceri che poteva offrire, cogliendo sempre le opportunità e le novità. Ho scoperto che, nonostante si ha perduto l'amore della propria vita perchè era giunto il momento,  se ne può parlare con il trasporto del primo giorno, come se fosse ancora presente. Ho incontrato una donna ancora innamorata. Innamorata della vita, dell'amore, delle opportunità e delle speranze. Ho incontrato una donna che ama incondizionatamente il marito che non le ha fatto mancare niente, che l'ha trattata con rispetto e profondo affetto, che l'ha coperta di talmente tante attenzioni che bastano anche per ora che non c'è più.  Ho scoperto che l'amore esiste, che gli uomini meravigliosi esistono, e che io sono anche un po' invidiosa.

mercoledì, 23 settembre 2009

F.D.M.D.S: "Ma dai, non può piacerti quella! E' un cesso!"
O.P.A.S: "Si dà il caso che quel cesso sia la mia fidanzata."

Legenda:
F.D.M.D.S.: Figura di m***a del secolo
O.P.A.S.: Ora puoi anche sotterrarti
venerdì, 18 settembre 2009
author: saltonelvuoto @ 20:00
category: la mia vita, emozioni, certezze, i miei amori
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Non ci sono segreti nella mia famiglia. Si mobilita tutta, da nord a sud, al minimo accenno di crisi. Basta parlare con una persona e, nel giro di 2 ore, mi chiamano tutti gli altri per tirarmi su di morale. Amo la mia famiglia.
mercoledì, 16 settembre 2009

A volte bisognerebbe solo cambiare prospettiva. Pensate un po': uscite con qualcuno e trascorrete una piacevole serata. Ancora non state insieme, ma non è nemmeno il primo appuntamento. Diciamo che è quel limbo che si spera non duri molto. Ma anche no, chè in fondo è bello il periodo della "prima" conoscenza. Lui vi riaccompagna a casa in macchina e, una volta arrivati, spegne il motore per altre due chiacchiere. Le due chiacchiere finiscono, inevitabilmente, per trovarvi avvinghiati per un'ora, chè tanto lo sapevate che andava a finire così. Vi salutate definitivamente, scendete dalla macchina e vi avviate con sorriso da ebete verso il portone, dove vi girate per agitare la mano mentre lui mette in moto la macchina.

Ora cambiamo prospettiva: Siete in cucina per preparare la cena con le vostre due coinquiline, una delle quali sta gettando qualcosa nel secchio della spazzatura accanto alla finestra. Lancia uno sguardo fuori e vede movimenti strani nella macchina parcheggiata di fronte alla vostra finestra, praticamente (considerata l'altezza) a 20 metri da voi. Richiama le altre per sottolineare la cosa, così voi e l'altra date un'occhiata, ma nemmeno troppo lunga, perchè è un po' imbarazzante e si vede prooooprio tutto, col lampione puntato e l'abitacolo perfettamente illuminato. Casualmente la coinquilina si ri-affaccia alla finestra quando la macchina sta per andare via, e la ragazza si sta dirigendo verso casa propria.

Quando vi accorgete che avete visto pomiciare una vostra amica e iniziate a ridere sguaiatamente perchè non vi eravate accorti che fosse lei.

Morale della favola: Se dovete salutarvi per un'ora in macchina...non lo fate sotto casa vostra, chè se pensate che non si veda niente vi illudete soltanto!

sabato, 12 settembre 2009
author: saltonelvuoto @ 20:15
category: pensieri sparsi, passioni, la mia vita, incontri, emozioni, dubbi, around the world
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E mi vien voglia di cavalcare l'onda corta che ho davanti per vedere dove mi porta. E immaginare nuove opportunità. So che ad alcuni non piace, altri la adorano. Io vado per la mia strada, per le mie strade. Potrei mimetizzarmi tra i bambini, oppure dietro un sipario. O davanti allo schermo di un pc, mentre mangio cuor di mela e cerco libri e chiacchiero con persone sconosciute. In mezzo a milioni di persone alla mano o in sella ad una bicicletta solitaria ascoltando troppe erre mal pronunciate. Ovunque sarà, qualunque cosa sarà, sarà mia. Ed è l'unica cosa che conta.

domenica, 26 luglio 2009
author: saltonelvuoto @ 13:01
category: la mia vita, emozioni, dubbi, i miei disastri, i disastri che potrei combinare
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E' che quest'ansia poi ti prende e ti contorce lo stomaco, e senti i morsi della fame ma non ce la fai a mangiare. E continui a mostrare una calma apparente che è solo un bel luccicare, ma in fondo sai che spaccheresti il mondo. Perchè non sai quello che stai facendo, non sai se incolpare te stesso, non sai dove stai andando. Sono scelte? Scelte obbligate? Solo dalla morte non c'è ritorno, e qualcuno nega pure questo. Ma certamente il ritorno sarebbe in altre forme. E allora la paura è di non trovare le forme di prima. Cambiando un solo piccolo dettaglio si cambia completamente prospettiva. E il rischio è di non sapere più chi sei. E temi di affogare...